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Il tunnel del Baldo, progetto irresponsabile

Intervento pubblicato su "Il T" in data 06/01/2023

di Alessio Manica

C’è di che rabbrividire nel vedere nuovamente sulla stampa la proposta di tunnel tra il lago di Garda e e la Vallagarina e nel vedere alcune dichiarazioni di amministratori come quella della sindaca di di Riva che nel 2023 afferma serenamente e convintamente che ogni opera viabilistica porta progresso. Nel buttare li un’opera da 1 miliardo di euro ( ovviamente più o meno ..) si vede la stessa leggerezza di un gioco con i Lego, leggerezza che si è in effetti vista in questi anni nella proposta di Valdastico su Rovereto.

Fugatti passerà alla storia per il suo essere “fuori dalla storia”, nel senso di dedicare energie e risorse a sostegno di progetti assurdi come il completamento della Valdastico o il tunnel del Baldo.

Nel dire che l'unico problema sarebbero le risorse, almeno un miliardo che per fortuna non ci sono e non ci saranno, dimostra un’assoluta inaffidabilità; come se i problemi di traffico potessero migliorare convogliando migliaia di veicoli a Malcesine che già è bloccata dall'attuale traffico, o come se il Baldo potesse essere attraversato da un megatunnel senza conseguenze ambientali.

Ma non è da meno la sindaca di Riva quando afferma: ”qualsiasi opera viabilistica è segno di progresso”, proprio quando l'Europa e il mondo comincia a dire che forse non c'è progresso nello sviluppo del trasporto su gomma ma solo nella mobilità sostenibile.

Possibile che sindaci del Garda considerino l'incremento del traffico automobilistico come un necessario ingrediente di uno sviluppo turistico che incontra invece altri problemi come il sovraccarico e la qualità ambientale?

Possibile che gli stessi amministratori che si ritrovano per parlare di parco del Baldo e della tutela del Garda o del collegamento ferroviario tra Rovereto e Riva, si ritrovino per immaginare soluzioni che vanno nella direzione contraria?

Possibile si, purtroppo.

A che serve poi, come sostiene la vicepresidente del Veneto, dire che “il problema della viabilità sul Garda va risolto, ora dobbiamo capire se la soluzione idonea è questa” e poi affermare che “c'è la volontà politica di realizzare l'infrastruttura” . Cioè non si sa se è la risposta è giusta ma questa è la nostra risposta.

E’ disarmante anche assistere a queste letterali sparate sapendo che in questa legislatura la giunta si è rifiutata di fare il piano della mobilità e quindi non è dato sapere in che ragionamenti di sistema si inserirebbero queste eventuali mega opere se non in quelli elettoralistici del presidente Fugatti.

Superficialità e irresponsabilità è il tratto sempre più distintivo dei governi leghisti e il neo ministro Salvini ne è la massima espressione, per fortuna è anche il ministro degli annunci a cui raramente fa seguito qualcosa. Potremo quindi stare tranquilli nel merito ma che degli amministratori si occupino di progetti demenziali e non di migliorare la mobilità sul Garda è un problema.

Una volta si pensavano alle grandi opere viabilistiche come futuro, oggi pensare al futuro è esattamente il contrario: rinunciare a nuova viabilità e pensare a ridurre l'impatto ambientale dello sviluppo economico.

Viene da se un suggerimento. Visto che Avio oltre essere il paese natale di Fugatti è anche l’unico comune che ha convintamente sostenuto la Valdastico a questo punto si potrebbe pensare di curvarne ancora un po’ il tracciato farla sbucare di fronte ad Avio e proseguire col nuovo mirabolante tunnel fino al lago di Garda: sono certo ci sarebbero frotte di turisti che partirebbero dal Veneto infilandosi in 40 km di galleria per andare a bere il caffè sul lago di Garda… ma temo di essere preso sul serio.