Alessio ManicaStampa e Social Centrosinistra, road map per scegliere il candidato

Centrosinistra, road map per scegliere il candidato

Trento, 21/12/2022

Editoriale pubblicato su "il T" del 06/12/2022

di Alessio Manica, Consigliere provinciale

Quanto grande è il cambiamento che stiamo vivendo? Quanto è vasta la sofferenza del pianeta? Quanto è cambiata la società in questi ultimi difficili anni? Quanto è ampia la fetta di popolazione che si sente ai margini? Come possiamo affrontare la sfida dell'equità dello sviluppo in questo nuovo scenario globale? Questi sono solo alcuni degli interrogativi dai quali tutti noi dovremmo partire - e in particolare dovrebbe farlo la politica - per cercare di definire il futuro che vogliamo e le modalità per costruirlo.

Vale ovviamente anche per il Trentino che, se nei decenni scorsi grazie all'Autonomia aveva costruito un modello di inclusione e coesione sociale solido, seppur imperfetto, in questi ultimi quattro anni di governo leghista ha visto un gestione sciatta e smarrita dell'Autonomia, un progressivo processo di omologazione al resto del Paese perdendo via via la capacità di essere laboratorio di sperimentazione e innovazione, doti necessarie per rispondere adeguatamente alle sfide. Siamo invece entrati nell'ultimo anno di una legislatura confusa e raffazzonata, segnata dall'ansia del consenso immediato, da scelte sbagliate purché popolari, dallo sguardo rivolto in basso invece che in avanti. Lo certificano lo stato di salute di molti settori strategici, a cominciare dalla sanità pubblica, dal settore socio-sanitario e assistenziale, della casa e dell'edilizia popolare, delle autonomie locali, delle politiche energetiche ed ambientali. Ma il tempo che stiamo vivendo non consente seconde possibilità, non ammette sguardo corto, pena un risveglio amaro tra qualche anno in una terra in crisi e non più ai vertici della qualità della vita.

È con una proposta più aperta, meno rinserrata, meno rancorosa, più inclusiva, più consapevole della transizione - o meglio delle transizioni - che stiamo vivendo e più sfidante nella costruzione di nuovi modelli di politiche pubbliche, che il centrosinistra deve sfidare la destra e chiedere fiducia ai cittadini trentini. Le elezioni nazionali del 25 settembre che a livello nazionale hanno segnato l'indiscussa vittoria della destra, a livello locale hanno dato chiaro e forte il messaggio che le distanze tra la nostra proposta e quella della destra si sono ormai azzerate: meno di 3.000 voti dividono le due coalizioni. La partita è aperta, e va giocata senza paura, parlando alle persone e proponendo un nuovo percorso di sviluppo ai territori. Questo è il dato di partenza che deve guidare chiunque abbia voglia di contribuire alla costruzione della proposta di governo.

L'altro dato è che il raggiungimento dell'obiettivo è a portata solo con una dimensione coalizionale ampia, che pur nel riconoscimento e nella valorizzazione delle diverse sensibilità, ponga al primo posto il risultato collettivo rispetto ad ogni ambizione individuale e di partito. Intelligenza questa che, lo rivendico, ha avuto il Pd del Trentino nelle ultime elezioni e che ha portato all'affermazione del senatore Patton. Gli elettori del centrosinistra si aspettano una proposta che partendo dalla Alleanza democratica per l'Autonomia si arricchisca ancora con nuovi interpreti. Per costruire questa proposta, che deve essere in primis di visione e di idee, dobbiamo avviare un percorso di costruzione del programma che sia aperto, coinvolgente, innovativo nelle forme e nei metodi, fin da subito coalizionale. I temi su cui segnare una differenza di visione sono molti a partire da quelli che riguardano il governo del territorio e la sostenibilità, la gestione della sanità pubblica, il supporto ai Comuni e alle Comunità, la politica della casa, la rete del welfare e le politiche di coesione e inclusione, sociale e territoriale.

Mi immagino degli appuntamenti non rituali dove ognuno abbia la possibilità di esprimersi, dove tutti sentano fin da subito di essere parte di un percorso collettivo, anche di immaginazione, aperto ben oltre i confini dei partiti.

Il tema degli interpreti viene certamente dopo, ma è evidentemente non meno centrale. A valle di un primo percorso sui temi, che cementi la cornice valoriale e individui le priorità dell'agenda di governo, andrà individuato il candidato presidente. Va individuato presto, per molte ragioni: dalla necessità di permettergli di assumere autorevolmente la guida della coalizione al bisogno di trasmettere agli elettori quella coesione che solo una scelta fatta per tempo e non conflittuale può permettere. Per costruire un ciclo nuovo ed aperto serve una figura che lo possa incarnare, che non ponga dubbi nel suo abitare i valori del centrosinistra, che abbia la capacità di attrarre forze e corpi - politici, sociali e civici - che non siano solo quelli fondativi dell'Alleanza; in grado di trasmettere la capacità di guidare una coalizione ampia con legittimazione e autorevolezza e di incarnare un progetto di lungo periodo. Pur conscio della sempre più forte personalizzazione della politica vorrei quindi che ci ricordassimo che il candidato presidente è il capitano di una squadra, non un atleta di una corsa solitaria. In tal senso ritengo che anche la costruzione delle liste dei candidati dovrà essere improntata agli stessi criteri. Sono certo che persone in grado di interpretare questo ruolo ce ne siano, e per farle emergere non abbiamo bisogno di prove di forza dentro e tra i partiti bensì che chi ha l'onere di guidare le forze politiche si assuma appieno la propria responsabilità, in sinergia con i propri organi democratici, dimostrando fin da subito di volersi misurare con la comunità.