Alessio ManicaStampa e Social Elezioni Europee, suppletive e comunali 2019: una mia riflessione

Elezioni Europee, suppletive e comunali 2019: una mia riflessione

Serve ripeterlo, perchè pare che ci si è già scordati che il il 26 maggio si è votato per il parlamento europeo. L'Europa è salva, l’Italia meno, perché altrove hanno vinto forze europeiste e democratiche; popolari, socialiste, liberali o ambientaliste che siano. In Italia no, ha vinto Salvini e ci manda così all'opposizione in Europa per la prima volta nella storia. Vedremo nei prossimi mesi quanto la narrazione trionfalistica si scontrerà con la realtà delle cose: l’Italia ha perso le elezioni europee e conterà poco o nulla in Europa. Men che meno riuscirà ad imporre la propria visione in campo finanziario o vedere allentati i vincoli di bilancio, ma questa purtroppo è già cronoca.

La propaganda ha rivendicato il successo alle europee come segno del buon governo nazionale e provinciale; peccato che il primo sia già sull’orlo del baratro e che il secondo abbia fatto talmente poco in questi mesi da non potere essere giudicato. Sul voto trentino non c’è nessun merito della Giunta Fugatti, che è invece patrimonio mediatico del leader nazionale. Ciò su cui tutti dobbiamo interrogarci è perché in pochi anni il voto trentino si è quasi completamente allineato a quello nazionale, senza marcare alcuna differenza nonostante condizioni strutturali certamente diversi e migliori.

Il combinato di elezioni europee, suppletive e comunali in Trentino ci consegna un altro dato. Per primo il voto nel collegio di Trento mi pare interessante e significativo. La città capoluogo ha resistito all’avanzata della Lega mobilitando le sue risorse democratiche, con uno scarto finale tra le due principali candidate di meno di cinquemila voti. Se il fronte democratico, europeista ed autonomista avesse giocato questa partita in maniera coesa, Giulia Merlo avrebbe con tutta probabilità conquistato il seggio. Con i se non si fa la storia, ma credo che da qui si debba ripartire. Segue il capitolo delle amministrative, giocate in contemporanea ma con risultati ben diversi. La Lega ha perso a Terre d’Adige, non è arrivata al ballottaggio a Borgo Valsugana, ha perso a Levico e ha visto la sconfitta del candidato appoggiato a Folgaria. Questo dimostra che c'è una distanza netta tra la credibilità della Lega sui territori e il voto di consenso, irrimediabilmente legato al traino e alle fortune di Salvini.

Quando l’aura salviniana viene meno, il consenso si dimezza. Quando i cittadini scelgono gli amministratori a loro più vicini guardano in faccia le proposte, si staccano dal circo mediatico, prevale una valutazione di credibilità, di competenza, di proposta di governo. E qui la Lega arranca. Questo è un dato che deve dare fiducia e sprone alla comunità trentina che non si riconosce nelle politiche leghiste di destra. E anche da qui deve ripartire il PD del Trentino, dalla classe dirigente diffusa che ha sui territori, dalla fitta rete di persone che sono l’architrave del nostro volontariato, dalla qualità e dalla competenza dei suoi amministratori. La credibilità e il capitale sociale non si comprano a suon di tweet.

Penso che il Partito Democratico possa fare due cose, mettendo a disposizione con umiltà la propria credibilità e le proprie risorse, per compattare e rafforzare la comunità politica antileghista: una comunità che abita la politica, le istituzioni, i corpi intermedi, le associazioni, i movimenti. In primo luogo promuovere, assieme alle altre forze che compongono questa comunità alternativa alla propaganda leghista, l’elaborazione di un manifesto che possa essere base comune per i territori in vista delle amministrative del prossimo anno. In questo periodo di retorica e politiche reazionarie, credo sia importante riconoscere e ritrovarsi in valori condivisi e da sempre patrimonio di questa nostra terra.

Il secondo sforzo che possiamo fare è proseguire con decisione nel percorso di costruzione di una proposta larga, che non parta dalla rivendicazione di una primazia ma si fondi sull'invito a tutte le forze politiche e civiche riformiste, autonomiste, popolari, ambientaliste a costruire delle proposte amministrative che dovranno trovare la loro specifica e variabile declinazione sul territorio. La Lega è nemica dell’Autonomia e spetta alla comunità democratica tutelarla e riempirla di nuovi valori, nuove idee e nuovi significati.